Bilancio Sociale delle Amministrazioni Locali

Il Bilancio Sociale delle Amministrazioni Locali. Uno strumento per creare consapevolezza.

Bilancio Sociale delle Amministrazioni Locali

Uno strumento per creare consapevolezza.

Ripartiamo dalle Amministrazioni locali per creare, finalmente, un nuovo contesto di riconoscimento politico, basato su fatti e azioni, su dati e informazioni certe

In un contesto in cui l’opinione è principalmente creata attraverso strumentazioni di demagogia mediatica così come essa è creata così viene distrutta o frammentata, il Bilancio Sociale delle Amministrazioni locali rappresenta una sorta di porta che apre alla condivisione delle scelte e, di fatto, quello strumento di dialogo che avvicina le persone alle Istituzioni.

Le ragioni che spingono oggi gli Enti Locali ad adottare percorsi di rendicontazione sono legati al nuovo ruolo del cittadino. Negli ultimi vent’anni il rapporto tra Ente Locale e cittadino si è stretto grazie al varo di riforme e leggi tra le quali si possono ricordare l’elezione diretta dei sindaci; i processi di devolution e federalismo, culminati nel marzo 2011 con la riforma sul federalismo municipale; l’aumento dell’autonomia impositiva degli Enti Locali e la necessità di controbilanciare i prelievi fiscali con informazioni ad hoc; il cambiamento culturale dei cittadini e delle imprese in tema di Sostenibilità che spinge verso un cambiamento culturale degli enti pubblici (Dlgs 29/93)…
Questo sta facendo crescere la necessità di far conoscere sempre meglio le attività concrete dell’Ente Locale e il loro impatto sulla “qualità di vita” dei cittadini.
Il Bilancio Sociale misura la capacità dell’Ente Locale di perseguire gli obiettivi e mantenere fede ai propri impegni, implicitamente o esplicitamente, dichiarati. Esso consente di misurare le ricadute delle azioni a più livelli:
– istituzionale, ovvero la coerenza con i valori, la non violazione dei diritti e la non contraddizione dei principi di benessere e di giustizia;
– politico, ovvero l’efficacia delle scelte effettuate dall’ente locale nel raggiungere i risultati proposti nei programmi elettorali;
– gestionale, ovvero l’efficienza nella gestione della cosa pubblica.

Il Bilancio Sociale rappresenta, in un certo senso, il curriculum vitae dell’Amministrazione Locale che permette all’’Ente di mostrarsi come un attore concreto che illustra il suo agito e il suo agire e che pertanto si apre al dialogo. “Facciamo un bilancio su ciò che abbiamo fatto e motiviamo, le nostre azioni e omissioni, e illustriamo quello che abbiamo da compiere” questo il significato, un Bilancio non solo come rendicontazione arida dei dati, Sociale perché rivolto alle persone.
Il Bilancio delle Amministrazioni pubbliche dovrebbe essere Sociale per definizione, perché utilizza risorse comuni destinate a generare benefici per la società.
Se nel caso dell’impresa la socialità del bilancio può essere posta come supplemento alla rendicontazione economico-patrimoniale, nel caso dell’amministrazione pubblica l’attributo sociale appare più propriamente riferibile all’intera azione amministrativa, compresa la gestione del bilancio, e alla possibilità che diventi realmente oggetto di analisi, commento e valutazione collettiva.
Se non riesce a dar conto di questa sua funzione, il bilancio di un ente pubblico è freddo e sterile.
Il Bilancio sociale permette appunto alle Amministrazione locale di essere interlocutore reale con la cittadinanza e permette alla cittadinanza di dare continuità al suo agire politico e non solo in occasione del voto elettorale.
L’Amministrazione locale che si dota di uno strumento concreto di dialogo crea valore condiviso e, di conseguenza può aumentare il proprio consenso e ha la possibilità, inoltre, di gestire il dissenso motivando le proprie scelte. Il Bilancio Sociale, tuttavia, non deve essere usato esclusivamente per evidenziare quello che in positivo è stato realizzato ma deve consentire ai cittadini di valutare la gestione complessiva dell’Ente dando conto anche di ciò che ha disatteso le aspettative e le previsioni.

Non vi sono leggi o normative in Italia che obbligano gli Enti Locali a redigere il Bilancio sociale, ma l’attenzione verso questo strumento di accountability è testimoniata, in particolare, da due iniziative di indirizzo a livello ministeriale: la Direttiva e le Linee guida emanate nel 2006 dal Ministro della Funzione Pubblica Baccini sulla rendicontazione sociale nelle amministrazioni pubbliche e le Linee guida per la rendicontazione sociale negli Enti Locali emanate nel 2007 dall’Osservatorio per la finanza e la contabilità degli Enti Locali del Ministero degli Interni.
In esse viene sottolineata la necessità di un accountability pubblica intesa come “l’esigenza di rendere conto da parte di coloro che hanno ruoli di responsabilità nei confronti della società o delle parti interessate al loro operato e alle loro azioni”. È richiesto alla pubblica amministrazione di essere accountable cioè di valutare e comunicare in modo trasparente ed esaustivo il proprio impegno e capacità di creare valore economico e sociale in modo correlabile al valore delle risorse impiegate.
Grazie alle informazioni contenute nel Bilancio Sociale (identità, valori, strategie, risultati conseguiti), gli interlocutori sono in grado di formarsi un giudizio e prendere decisioni fondate nei confronti dell’Ente Locale, costituendo la base per formare relazioni di fiducia continuative e stabili tra ente e cittadino. Il cittadino informato dei risultati raggiunti e non raggiunti (motivati) dall’Ente Locale può, in fase di elezioni, scegliere più consapevolmente da chi essere rappresentato, al di là dello schieramento politico. Allo stesso modo, un cittadino informato può scegliere di divenire un attore attivo nella vita della comunità e nel raggiungimento degli obiettivi comuni.
L’ente pubblico, adottando sistemi di rendicontazione sociale, innova e arricchisce la propria comunicazione ai cittadini, alle imprese, agli altri interlocutori istituzionali; nello stesso tempo sollecita i propri interlocutori (cittadini, imprese, associazioni) a un analogo comportamento, creando così un circolo virtuoso. Il Bilancio sociale è, quindi, uno strumento di democrazia e di governo delle relazioni che si instaurano nella comunità, oltre che di partecipazione.
Inoltre, realizzare il Bilancio sociale rappresenta un’enorme opportunità di recupero del significato più autentico del lavoro pubblico e crea, all’interno dell’Ente locale, la capacità di prendere in considerazione la propria attività attraverso il punto di vista del cittadino aumentandone il senso di responsabilità e di appartenenza. Diversamente dagli altri tipi di rendiconti, il Bilancio Sociale parte dalla leggibilità e dalla interattività con i cittadini e questo permette di avviare una seria riflessione sulla propria attività.
I dipendenti pubblici, e non solo gli amministratori, scoprono, così, che il punto di vista di chi produce e di chi riceve per quanto diversi, possono non essere sempre contrapposti. Anzi, spesso la diversa prospettiva permette di individuare margini di miglioramento significativi. Allo stesso modo, attraverso di esso, l’Ente locale sollecita i propri interlocutori a un comportamento analogo.
L’essenziale diventa visibile agli occhi.

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